Carne ancestrale


Parte I - L'ombra sfasata

Il ponte di Elazar s'intravvedeva a malapena nell'oscura nebbia di Gorgona. Quando l'antico sovrano ormai dimenticato da secoli aveva fatto costruire il ponte che poi prese il suo nome, le acque del fiume Lehay erano ancora limpide e scintillanti. Ma negli anni, con la crescita smisurata di Gorgona, il fiume si era trasformato in una fogna a cielo aperto e il ponte un tempo tanto celebrato era stato dimenticato così come il suo sovrano.
Rando si nascose alla base del ponte in attesa, fra le ombre. Era da tempo che preparava la rapina e aveva pensato a ogni particolare. Il vecchio era un uomo sfuggente, ma si diceva che trasportasse con sé innumerevoli oggetti pregiati e certamente magici. Probabilmente ciò che aveva addosso era inestimabile. Tutti gli avevano sconsigliato di tentare l'impresa, ma Gorgona non conosceva ancora Rando.

Oblio Sintetico

Uomo trascurato con innesti cibernetici e occhio sanguinante entra in un club neon tra la fitta nebbia di una città distopica

Le strade del quadrante 37 sono come sempre avvolte nella penombra. Una pesante foschia fumosa e oleosa impesta l'aria facendo bruciare la gola e lacrimare gli occhi.

Nelle traverse delle direttrici i mezzi non transitano più da anni, perché ormai le strade sono irrimediabilmente occupate da rifiuti e carcasse di auto incustodite e il passaggio è consentito solo ai pedoni. Vivere in questa zona abbandonata di Gorgona non è facile, ma quasi tutti gli edifici sono abusivamente occupati e trovare un alloggio è più facile che in altri quadranti e soprattutto più economico. Prima o poi il governo centrale della megalopoli si accorgerà di questo quadrante dimenticato e inizierà con le ristrutturazioni, come è successo qualche anno fa col quadrante 12. Gli abusivi sono stati cacciati, disperdendosi negli altri quadranti più bassi, ma la rinascita del 12 non c'è mai stata. Oggi l'intero quadrante è un enorme cantiere abbandonato, forse ancora più pericoloso di com'era quando era abitato.

Gli effimeri



Vite leggere, impapabili,
istanti di gioia e dolore.
Cerche infinite istantanee,
condanne ineluttabili.

I parassiti


Mi trovo a Gorgona da appena quattro giorni e sono già riuscito a eliminare tre­dici parassiti. Secondo le mie fonti non dovevano essere arrivati da queste parti da molto tempo, è incredibile che se ne incontrino così tanti. O ci sono state delle catene di infe­zioni che non siamo riusciti a individuare oppure questo ceppo di parassiti ha imparato a riprodursi molto velocemente. In genere impiegano circa dieci mesi per creare un pa­rassita figlio e, considerando che nei primi mesi di infezione non sono del tutto attivi, solo dopo più di un anno un infestato può liberare un nuovo organismo.

Il nome


Tutta l’oscura vicenda di Devis Missori iniziò una notte quando aveva appena sette anni. Il bambino fece uno strano sogno e si svegliò la mattina seguente dicendo di aver visto un uomo molto vecchio vestito con una tonaca sgualcita interamente nera.

Devis Missori era un bambino alto e precocemente sviluppato, ma la sua corporatura era talmente esile da sembrare più piccolo dei coetanei. Spiccava in lui l'intelligenza. Già dai primi mesi i suoi occhi si muovevano vorticosamente per osservare nei minimi particolari gli ambienti che lo circondavano. Iniziò molto presto a parlare stupendo coi suoi discorsi già complicati i genitori e i parenti. Non si era mai visto nella famiglia un simile bambino. Considerate le sue incredibili doti iniziò a frequentare la scuola a soli cinque anni e non a sei come la maggior parte dei bambini faceva. Il biondo Devis aveva un'altra caratteristica che lo rendeva ancora più particolare.

Post-Genesi


Ossa, carne e silicio,
un corpo biocibernetico,
simulacro innaturale,
si staglia su un cielo morente.

Plastica e nervi si fondono,
pelle sintetica ricopre
muscoli con geni inumani.

Fonte Miracolosa


Mi trovavo in una strada poco praticata per evitare la città di Gorgona, a quei tempi infestata dal colera, e mi capitò di attraversare un luogo denominato Fonte Miracolosa. Era la prima volta che mi avventuravo in quei territori e, pensando che il mio cavallo avesse bisogno di bere, decisi di fare una sosta, in quanto conoscevo l'esistenza di codesta fonte. Tuttavia non fu facile trovarla, perché era ben nascosta nella boscaglia. Non dico la mia delusione quando la vidi e mi accorsi che era secca, probabilmente ormai da molto tempo: solo un rivolo di acqua infangata scendeva da una roccia e andava a depositarsi in una lurida pozzanghera. Quel luogo era comunque ben ombreggiato e fresco, adatto per riposare qualche minuto.

Anamnesi anacastica


Caldo, sudore, sapore molesto.
Parole di cera si sciolgono.
Un ritmo sbiadito d’umore
che canta cadente, stridente.

Carne bruciata, malata
di scempi avvizziti,
celati, germogliati in un bozzo.
Un male, che sale, crescente.

Il Cacciatore


E’ buio ed è già passata mezzanotte da parecchio tempo. Credo sia opportuno tro­vare un posto in cui dormire, non voglio rischiare di rimanere in un angolo di que­sta lu­rida e fetida città. Gorgona può diventare pericolosa anche per un uomo come me. Entro nel primo locale che trovo. Tutti gli avventori interrompono quello che stavano fa­cendo per guardarmi e mi seguono con gli occhi finché raggiungo il ban­cone. Il loro at­teggiamento è indifferente, ma mi infastidisce ugualmente. Probabilmente anch’io mi com­porterei come loro, al giorno d’oggi uno straniero può sempre rappre­sentare un poten­ziale pericolo. Il barista tarda ad arrivare e io ho il tempo necessario per guardarmi un po’ attorno.