Fonte Miracolosa


Mi trovavo in una strada poco praticata per evitare la città di Gorgona, a quei tempi infestata dal colera, e mi capitò di attraversare un luogo denominato Fonte Miracolosa. Era la prima volta che mi avventuravo in quei territori e, pensando che il mio cavallo avesse bisogno di bere, decisi di fare una sosta, in quanto conoscevo l'esistenza di codesta fonte. Tuttavia non fu facile trovarla, perché era ben nascosta nella boscaglia. Non dico la mia delusione quando la vidi e mi accorsi che era secca, probabilmente ormai da molto tempo: solo un rivolo di acqua infangata scendeva da una roccia e andava a depositarsi in una lurida pozzanghera. Quel luogo era comunque ben ombreggiato e fresco, adatto per riposare qualche minuto.Mi distesi sulla morbida erba e chiusi gli occhi, ma non riuscii a riposare, perché poco lontano un rumore attirò la mia attenzione. Appena alzato due grossi fagiani volarono via facendomi venire un'idea; abitualmente, quando passavo da Gorgona, ero solito rifornirmi di cibo nella città, in modo da portare poche provviste con me, ma, dovendo evitare il luogo abitato, per quel viaggio ero costretto a portare con me molto cibo. Corsi al cavallo per prendere la mia vecchia carabina (non era adatta per quel tipo di caccia, ma oltre alla pistola era l'unica arma che possedevo). A dir la verità non sono mai stato abile nella caccia, ma quel giorno riuscii a colpire un grosso fagiano. Lo stavo cercando quando, inciampando in qualche oggetto, caddi disteso. La carabina era volata lontano da me, così impugnai rapidamente la fidata pistola e mi voltai per vedere cosa mi avesse fatto cadere. Vi era, nascosto nell'erba alta, lo scheletro di un uomo, probabilmente risalente a molti anni addietro. Trovai nella sua sacca di pelle un manoscritto, abbastanza conservato. Non riuscii a capire quale avesse potuto essere la causa della morte e non sapendo cos'altro fare decisi di leggere le righe che quest'uomo misterioso mi aveva lasciato. (Erano scritte in una lingua piuttosto diversa da quella corrente, per cui non riporterò il testo nella versione originale.)

"Sono uno stimato cavaliere e vengo da un lontano regno dell'Est. Ora la vecchiaia si è im­possessata di me e sento la vita che scivola via... (alcune righe sono incomprensibili in quanto l'inchiostro è andato a contatto con dell'acqua). Il nostro re si ammalò più di cinquant'anni fa di una strana malattia e nessun medico del regno riuscì a scoprire cause e cure adeguate. Ricordo ancora il giorno in cui una carovana di nomadi si fermò in città e il loro capo rese visita al re. Essi venivano da occidente e dicevano che molto lontano dal nostro regno si trovava una fonte in grado di guarire, con le sue acque miracolose, il male che affliggeva il nostro sovrano. Si decise che il più veloce e abile dei cavalieri sarebbe andato in cerca di questa sorgente e avrebbe riportato l'acqua con sé al ritorno. A quei tempi io avevo ventisei anni e... (anche qui il mano­scritto è deteriorato) Capii subito che si trattava di un lungo e difficile viaggio, ma, a quella età, nulla, e tanto meno le difficoltà, mi potevano impaurire. Non avendo la minima idea di dove si potesse trovare questa sorgente, fui costretto a chiedere informazioni in ogni città attraversata. Uscii dai confini del regno senza aver trovato alcuna traccia e, dopo aver percorso molti chilome­tri, il mio cavallo morì: erano passati sei anni! Successivamente avrei perso altri cavalli, ma ricordo quell'evento, perché per la prima volta pensai seriamente che tutta l'impresa fosse irrealizzabile. Continuai incessantemente la mia ricerca allontanandomi sempre più dal mio mondo, avventurandomi in città di ogni sorta. Tuttavia gli anni passavano senza risultato e finalmente un giorno fa, nella città di Gorgona, ho sentito parlare della Fonte Miracolosa. Sono arrivato alla sorgente e ho trovato solamente una pozzanghera di acqua melmosa che, oltre a essere molto esigua forse è anche ben poco miracolosa. Ho compiuto da poco settantadue anni e tornare alla mia città è praticamente inutile. Accecato dalla missione ho cavalcato incessante­mente tutta la vita, senza pensare che nel frattempo il mio re avrebbe anche potuto morire e che, più mi allontanavo dal regno, più sarebbe stato difficile tornare indietro, fidandomi delle dubbie ed effimere parole di un nomade lautamente ricompensato. Sento la morte arrivare e per questo ho deciso di lasciare queste righe come monito non tanto sulla possibile inutilità della maledetta Fonte Miracolosa, quanto sulla sciocca credulità degli uomini."

(Probabilmente il cavaliere aveva scritto le ultime parole in procinto di morire, perché erano difficilmente leggibili.)

Nella sua sacca, oltre al manoscritto, si trovavano anche un lungo coltello, una vecchia pistola e alcune monete.

Continuai il mio viaggio ripensando alla vita dello sfortunato cavaliere e appena ne ebbi la possibilità mi informai sulla Fonte Miracolosa. Era stata chiamata scherzosamente in quel modo da una tribù di nomadi che molti anni or sono vi erano passati, ma, in realtà, niente e nessuno era mai stato in grado di confermare le sue proprietà.

Fonte Miracolosa © 2026 by Gian Luca Baldrati is licensed under Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International

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