Gorgona


Gorgona non si trova sulle mappe, ma è il luogo dove arrivi quando smarrisci la strada. È una città di nebbia e ferro, di miracoli improbabili e identità perdute. Cambia volto nei secoli, ma il suo cuore resta lo stesso: un’ombra che ti osserva mentre cerchi di capire chi sei veramente.

Gorgona è oscura, perversa, decadente, perduta. Una città spietata, una megalopoli suddivisa in livelli, una città infinita e senza uscita.

Più un oscuro labirinto interiore che un vero luogo geografico.

È una struttura frattale, dove quartieri medievali in pietra si fondono e si sovrappongono a complessi industriali fumanti e a spire futuristiche di vetro e luce, il tutto sospeso in una nebbia che non è solo vapore, ma una distorsione dello spazio-tempo. Le strade si incrociano in angoli impossibili e alcuni edifici sembrano trasparenti o duplicati, come se esistessero in più momenti diversi contemporaneamente. È un labirinto di specchi temporali.

Un luogo-non luogo, che esiste da sempre senza esistere.

Leggendo molti racconti ospitati in questo blog vi imbatterete spesso in questa città realmente fantastica. A volte è solo citata, mentre altre funge da contenitore dei racconti diventando essa stessa protagonista. Gorgona nei passati, anche quelli che non sono mai esistiti, in tutte le dimensioni del presente e in tutti i futuri possibili o impossibili.

Gorgona è la città che mi serve, quando mi serve, come mi serve.

Gorgona è. 

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi commentare quello che vuoi, non ci sono limiti