Cammino solo immerso nel buio di Gorgona. Qualche vecchio e sporco lampione non emana sufficiente luce per illuminare tutta la strada, ma s'insinua debolmente fra le tenebre. Un maligno vento gelido mi scosta il cappotto e mi fa rabbrividire. Le vie che percorro sono luride e gli sguardi vuoti degli edifici che le costeggiano mi intimoriscono. Un uomo coperto di cartoni e di stracci sta dormendo accasciato in un angolo. Continuo a camminare e lo supero senza disturbarlo. Mi pare di scorgere una figura in lontananza, si sta avvicinando con passo veloce. Sembra venire proprio verso di me. Credo sia una donna. Mi si ferma davanti e si aggrappa al mio collo. Mi fissa negli occhi, l'osservo. Ha i capelli neri, lunghi fino alle spalle e spettinati, forse per colpa di questo fastidioso vento. Il suo volto è sporco e sembra che non sia affatto curato. Dopo pochi istanti avvicina le sue labbra al mio orecchio sinistro e mi implora di aiutarla. Detto questo fugge via.