Reset


Apro gli occhi. Dove sono?
È buio e qualche raggio di luce filtra da una tapparella non completamente chiusa.
Ho la nausea, la testa mi duole e quel poco che mi sembra di vedere della stanza ruota senza sosta.
Sono disteso su qualcosa di morbido, credo un divano. Non sono in grado di alzarmi. Chiudo gli occhi ancora per un po'.

Voci.
Mi sveglio.
Nella stanza c'è luce che proviene da una finestra. Un ragazzo e una ragazza parlano in maniera concitata. Non credo si siano accorti che mi sono svegliato. Non mi sembra di conoscerli.

La variabile Zeno


Zeno aprì gli occhi e impiegò alcuni secondi perché il corpo biosintetico riuscisse a mettere a fuoco ciò che aveva davanti dopo il trasferimento mentale. Probabilmente quell'organismo non era mai stato usato, ma Zeno fece comunque un controllo preliminare prima di uscire dalla capsula. Tutto funzionava correttamente e i muscoli rispondevano ai suoi stimoli, anche se avevano un leggero ritardo. Servivano alcuni minuti per recuperare la piena sensibilità articolare. Spinse il pulsante per l'apertura del portello e lentamente fece i primi passi ancora stentati.
Come previsto la stanza era completamente spoglia eccetto un piccolo armadietto contenente dei vestiti, una carta con alcuni crediti e un documento sul quale Zeno vide per la prima volta il suo volto. Occhi e capelli castani cortissimi, un naso e una mascella importanti che si adattavano perfettamente a un viso duro.