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La variabile Zeno


Zeno aprì gli occhi e impiegò alcuni secondi perché il corpo biosintetico riuscisse a mettere a fuoco ciò che aveva davanti dopo il trasferimento mentale. Probabilmente quell'organismo non era mai stato usato, ma Zeno fece comunque un controllo preliminare prima di uscire dalla capsula. Tutto funzionava correttamente e i muscoli rispondevano ai suoi stimoli, anche se avevano un leggero ritardo. Servivano alcuni minuti per recuperare la piena sensibilità articolare. Spinse il pulsante per l'apertura del portello e lentamente fece i primi passi ancora stentati.
Come previsto la stanza era completamente spoglia eccetto un piccolo armadietto contenente dei vestiti, una carta con alcuni crediti e un documento sul quale Zeno vide per la prima volta il suo volto. Occhi e capelli castani cortissimi, un naso e una mascella importanti che si adattavano perfettamente a un viso duro.

Omodistruzione


Avvelenamento catodico
necrosi neuronale
mancanza di sinapsi

occhi che chiedono
domande puerili
risposte evasive

Oblio Sintetico

Uomo trascurato con innesti cibernetici e occhio sanguinante entra in un club neon tra la fitta nebbia di una città distopica

Le strade del quadrante 37 sono come sempre avvolte nella penombra. Una pesante foschia fumosa e oleosa impesta l'aria facendo bruciare la gola e lacrimare gli occhi.

Nelle traverse delle direttrici i mezzi non transitano più da anni, perché ormai le strade sono irrimediabilmente occupate da rifiuti e carcasse di auto incustodite e il passaggio è consentito solo ai pedoni. Vivere in questa zona abbandonata di Gorgona non è facile, ma quasi tutti gli edifici sono abusivamente occupati e trovare un alloggio è più facile che in altri quadranti e soprattutto più economico. Prima o poi il governo centrale della megalopoli si accorgerà di questo quadrante dimenticato e inizierà con le ristrutturazioni, come è successo qualche anno fa col quadrante 12. Gli abusivi sono stati cacciati, disperdendosi negli altri quadranti più bassi, ma la rinascita del 12 non c'è mai stata. Oggi l'intero quadrante è un enorme cantiere abbandonato, forse ancora più pericoloso di com'era quando era abitato.

I parassiti


Questo racconto è il secondo capitolo di un progetto più lungo che s'intitola L'evoluzione. Vi consiglio di iniziare la lettura dal primo racconto.

Mi trovo a Gorgona da appena quattro giorni e sono già riuscito a eliminare tre­dici parassiti. Secondo le mie fonti non dovevano essere arrivati da queste parti da molto tempo, è incredibile che se ne incontrino così tanti. O ci sono state delle catene di infe­zioni che non siamo riusciti a individuare oppure questo ceppo di parassiti ha imparato a riprodursi molto velocemente. In genere impiegano circa dieci mesi per creare un pa­rassita figlio e, considerando che nei primi mesi di infezione non sono del tutto attivi, solo dopo più di un anno un infestato può liberare un nuovo organismo.

Post-Genesi


Ossa, carne e silicio,
un corpo biocibernetico,
simulacro innaturale,
si staglia su un cielo morente.

Plastica e nervi si fondono,
pelle sintetica ricopre
muscoli con geni inumani.

Il Cacciatore


E’ buio ed è già passata mezzanotte da parecchio tempo. Credo sia opportuno tro­vare un posto in cui dormire, non voglio rischiare di rimanere in un angolo di que­sta lu­rida e fetida città. Gorgona può diventare pericolosa anche per un uomo come me. Entro nel primo locale che trovo. Tutti gli avventori interrompono quello che stavano fa­cendo per guardarmi e mi seguono con gli occhi finché raggiungo il ban­cone. Il loro at­teggiamento è indifferente, ma mi infastidisce ugualmente. Probabilmente anch’io mi com­porterei come loro, al giorno d’oggi uno straniero può sempre rappre­sentare un poten­ziale pericolo. Il barista tarda ad arrivare e io ho il tempo necessario per guardarmi un po’ attorno.

Olio nero



Un vicolo scarsamente illuminato da freddi faretti led si perde fra neri palazzi di decine di piani. Un rivolo di acqua putrida e maleodorante si scarica in strada da un pluviale spaccato. Cumuli di rifiuti e cartacce riempiono gli angoli e da essi sciamano topi e insetti al mio passaggio. Un'unta foschia mista a fumo aleggia nell'aria. Una porta di metallo nella parete a sinistra con la maniglia rotta presenta tracce di ruggine fra la vernice scrostata. Nella parete a destra l'intonaco marcio è quasi completamente caduto e rende irriconoscibile un vecchio murale.