Caldo, sudore, sapore molesto.
Parole di cera si sciolgono.
Un ritmo sbiadito d’umore
che canta cadente, stridente.
Carne bruciata, malata
di scempi avvizziti,
celati, germogliati in un bozzo.
Urla notturne, di carta,
una voce che vomita
oscene parole e tessuti,
nervi recisi e innestati.
Unghie spezzate dal morbo.
Brandelli di pelle impalpabile,
erba bruciata, bagnata
di sterile sangue defunto.
Da corpi in vinile,
manichini vetusti, feticci,
anime evaporano esauste
verso un’ascesa improbabile.
Anamnesi anacastica © 2026 by Gian Luca Baldrati is licensed under Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International

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