Gli effimeri



Vite leggere, impapabili,
istanti di gioia e dolore.
Cerche infinite istantanee,
condanne ineluttabili.

I parassiti


Questo racconto è il secondo capitolo di un progetto più lungo che s'intitola L'evoluzione. Vi consiglio di iniziare la lettura dal primo racconto.

Mi trovo a Gorgona da appena quattro giorni e sono già riuscito a eliminare tre­dici parassiti. Secondo le mie fonti non dovevano essere arrivati da queste parti da molto tempo, è incredibile che se ne incontrino così tanti. O ci sono state delle catene di infe­zioni che non siamo riusciti a individuare oppure questo ceppo di parassiti ha imparato a riprodursi molto velocemente. In genere impiegano circa dieci mesi per creare un pa­rassita figlio e, considerando che nei primi mesi di infezione non sono del tutto attivi, solo dopo più di un anno un infestato può liberare un nuovo organismo.

Il nome


Tutta l’oscura vicenda di Devis Missori iniziò una notte quando aveva appena sette anni. Il bambino fece uno strano sogno e si svegliò la mattina seguente dicendo di aver visto un uomo molto vecchio vestito con una tonaca sgualcita interamente nera.

Devis Missori era un bambino alto e precocemente sviluppato, ma la sua corporatura era talmente esile da sembrare più piccolo dei coetanei. Spiccava in lui l'intelligenza. Già dai primi mesi i suoi occhi si muovevano vorticosamente per osservare nei minimi particolari gli ambienti che lo circondavano. Iniziò molto presto a parlare stupendo coi suoi discorsi già complicati i genitori e i parenti. Non si era mai visto nella famiglia un simile bambino. Considerate le sue incredibili doti iniziò a frequentare la scuola a soli cinque anni e non a sei come la maggior parte dei bambini faceva. Il biondo Devis aveva un'altra caratteristica che lo rendeva ancora più particolare.

Post-Genesi


Ossa, carne e silicio,
un corpo biocibernetico,
simulacro innaturale,
si staglia su un cielo morente.

Plastica e nervi si fondono,
pelle sintetica ricopre
muscoli con geni inumani.

Fonte Miracolosa


Mi trovavo in una strada poco praticata per evitare la città di Gorgona, a quei tempi infestata dal colera, e mi capitò di attraversare un luogo denominato Fonte Miracolosa. Era la prima volta che mi avventuravo in quei territori e, pensando che il mio cavallo avesse bisogno di bere, decisi di fare una sosta, in quanto conoscevo l'esistenza di codesta fonte. Tuttavia non fu facile trovarla, perché era ben nascosta nella boscaglia. Non dico la mia delusione quando la vidi e mi accorsi che era secca, probabilmente ormai da molto tempo: solo un rivolo di acqua infangata scendeva da una roccia e andava a depositarsi in una lurida pozzanghera. Quel luogo era comunque ben ombreggiato e fresco, adatto per riposare qualche minuto.

Anamnesi anacastica


Caldo, sudore, sapore molesto.
Parole di cera si sciolgono.
Un ritmo sbiadito d’umore
che canta cadente, stridente.

Carne bruciata, malata
di scempi avvizziti,
celati, germogliati in un bozzo.
Un male, che sale, crescente.

Il Cacciatore


E’ buio ed è già passata mezzanotte da parecchio tempo. Credo sia opportuno tro­vare un posto in cui dormire, non voglio rischiare di rimanere in un angolo di que­sta lu­rida e fetida città. Gorgona può diventare pericolosa anche per un uomo come me. Entro nel primo locale che trovo. Tutti gli avventori interrompono quello che stavano fa­cendo per guardarmi e mi seguono con gli occhi finché raggiungo il ban­cone. Il loro at­teggiamento è indifferente, ma mi infastidisce ugualmente. Probabilmente anch’io mi com­porterei come loro, al giorno d’oggi uno straniero può sempre rappre­sentare un poten­ziale pericolo. Il barista tarda ad arrivare e io ho il tempo necessario per guardarmi un po’ attorno.