Idee sparse scritte da me
Non solo leggo, sento e vedo, ma scrivo anche!
domenica 22 febbraio 2026
Gli angeli caduti
Una strada sulla quale si affacciano logori edifici abitati solo da barboni in cerca di un tetto che li protegga dalle intemperie e dai fantasmi che ricordano il passato.
Le finestre, come orbite oculari vuote di un teschio, non esprimono più la vita di un tempo. Ogni muro termina in una discarica di rifiuti putrescenti debolmente illuminati dai fuochi accesi da alcune anime che tentano di scaldare i propri cuori. Il cielo stellato, incessantemente solcato da mostri meccanici, non più visibile, nascosto da una coltre di smog oleoso e da una ragnatela di strade soprelevate costruite sui vecchi edifici. Un impercettibile, ma costante, strato di polveri incombuste si deposita, secondo dopo secondo, anno dopo anno, su ogni pietra, su ogni rifiuto, su ogni essere vivente.
L'infezione
Il parassita attende.
Attende.
Il parassita tiene a freno la sua fame ancestrale e attende. Non ha percezione ma sa. Sa che la preda sarà sua. Sa che alla fine la sua natura lo porterà a colpire. Mangiare, divorare. Saziarsi.
Il parassita supera le barriere. Prima o poi lo fa. È per questo che esiste. Non è una volontà malvagia, è un gene ineluttabile. E' ciò che anela in un istinto incosciente.
Il parassita s'insinua. Lento s'insinua.
Il parassita non ha fretta, il suo pasto deve essere lauto, ma dosato. E' il parassita che decide e controlla ed è nella lentezza che realizza la sua terrificante efficacia. Se colpisse con voracità la vittima reagirebbe.
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