giovedì 26 febbraio 2026

L'ultimo giorno



Con passi deboli e malfermi mi aggiro ancora una volta in quel dedalo di cunicoli e pas­saggi che sono i bassifondi della tetra Gorgona e, come sempre senza una preci­sa meta, cerco risposte apparentemente plausibili ai miei dogmi inspiegabili. Inu­tilmente.

Ombre illusorie, nere come una notte senza luna, attraversano la mia strada. Si fermano e mi fissano. Poi se ne vanno dileguandosi nel nulla profondo da cui sono ve­nute. Posso vedere nei loro sguardi bui solamente altre domande. Le ombre scure si affollano attorno a me, vorrebbero impedirmi il cammino, ma, come fossero vecchie ragnatele appesantite e rese grigie dalla polvere, le spezzo con facilità e proseguo. Solo.
Qualche ombra continua a ostacolarmi vanamente. Una di queste si sistema davanti al mio cammino. I suoi occhi vuoti attendono che io li colmi. Come po­trei, io che aspetto solo risposte, riempirli? Ancora una volta proseguo. Incerto.

Come se il mio cervello fosse in preda a forti allucinazioni vedo figure evane­scenti, realtà illusorie e mutevoli in ogni angolo. Un bambino agonizzante poco più avanti sulla destra, accovacciato contro il muro, implora gemente il mio aiuto. Accorro da lui, ma, una volta arrivato, si tramuta in un mucchio di stracci sporchi e d’immondizia. Tiro un calcio agli stracci ed essi si rivelano essere la misera sepoltura di un vecchio cane morto. Il cadavere rinsecchito pare indicare col muso una porta aperta dietro di me, dalla parte opposta della strada. Qual è il mio cammino? Devo seguire l'indicazione? Le ombre nere intanto stanno tor­nando e io mi rifugio all'interno dell'edificio indicatomi dalla carogna. Mi na­scondo.

Dopo alcuni minuti accendo un accendino trovato in una tasca della giacca. Un'anticamera con tre porte, una a sinistra, una davanti a me e una alla mia destra. Apro quest'ultima e finisco in una stanza i cui muri hanno da tempo perso tutto l'intonaco. Una vecchia tavola al centro e una sedia con una gamba rotta per i tarli. Tutto è coperto di polvere. Non c'è nulla per me. Alla flebile luce danzante della fiamma che tengo in mano vedo un mucchio di vestiti in un angolo della stanza: deve essere un barbone che ha trovato rifugio qui dalle sue ombre. Ma questo non è il mio rifugio. Quando esco deluso dalla stan­za il barbone si sveglia. E' una donna. Con voce roca e malata mi parla.

- Le lacrime di Dio rendono fertile la terra. - Continuo a uscire. Apro la porta centrale. Una stanza vuota e un'altra porta. Proseguo.

L'accendino inizia a consumarsi e ogni tanto si spegne. Non ho scelta, se esco ci sono le ombre. Sarei costretto a vederle, a sostenere i loro sguardi vuoti. Devo continuare. Una nuova stanza. Un giornale nuovo giace a terra al centro. Mi chino per osservarlo. 26 settembre 2025, porta una data impossibile, oggi è solo il 21 settembre! Incuriosito lo apro a caso e una notizia attrae subito la mia at­tenzione: "Trovato morto un uomo in un edificio abbandonato di Gorgona". Continuo al leggere. "Il decesso è stato attribuito ad assideramento, ma i vestiti del cadavere fanno pensare che non si trattasse di un barbone". Non mi interes­sa più. Lo abbandono.

Alzo gli occhi e vedo che la mia luce illumina malamente un materasso rotto e impolverato in un angolo della stanza. Potrebbe essere il mio rifugio. Sono stanco. Mi stendo alzando una nuvola di polvere che finisce per penetrare nei miei polmoni. Ora posso spegnere l'accendino, ormai è esaurito e potrebbe servi­rmi ancora. Chiudo gli occhi.

Sento freddo, non posso rimanere in queste condizioni. Riaccendo la flebile luce e trovo nella stanza due vecchissime sedie di legno e paglia e i pezzi di una cas­setta. Rompo le sedie e con la carta del giornale accendo un piccolo fuoco vici­no al mio giaciglio. Ora percepisco un po' di piacevole e accogliente calore. Sono tranquillo.

Chiudo nuovamente gli occhi. Forse qualcuno verrà a prendermi.

Trascorrono alcuni minuti. Forse le ombre. Magari il sonno.

Metto altri pezzi di legna sul fuoco. Forse la morte...

L'ultimo giorno © 2026 by Gian Luca Baldrati is licensed under Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International

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